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Iran Viaggio esteriore

Esfahān (اِصفَهان, Iran), tour da due giorni

E’ notte fonda. Il comodo autobus sulla quale ho viaggiato lungo il deserto iraniano adesso si ferma. Vengo da Teheran. Sono le 3 in punto. L’uomo che siede accanto a me non parla, mi indica con un gesto che sono arrivato, sono a Isfahan. Mi suggerisce di scendere e china la testa in segno di rispetto. Sorride. Allora raccolgo il mio bagaglio e il tappeto che una famiglia di Teheran ha deciso di regalarmi a seguito del nostro pranzo. Lo poggio in spalla.

Subito fuori le porte dell’autobus un alveare di tassisti notturni. Non accetto le loro proposte e mi faccio strada mentre continuano a ripetermi: taxi taxi taxi taxi taxi.  Scelgo l’unico taxi giallo in sosta e ignoro tutti gli altri. Uso far così in tutti i paesi che visito, anche in Italia.

Il tassista è un uomo magrolino e non spiaccica una parola di inglese, continua a parlarmi in farsi come se io per magia poi alla fine riuscissi a capirlo. Non ci siamo. Io mi spiego con fogli di carta e screenshot sul telefono. Cerco di fare il possibile. Poi finalmente accende il motore ma continua a parlarmi in farsi. La mia risposta è sempre la solita, “I don’t speak farsi”.

Dopo qualche minuto si ferma e mi fa capire di essere confuso, che vuole riguardare la mappa. Poi fa una cosa saggia, ferma un uomo in bicicletta, un anziato barbuto che pedala come fosse un giovanotto in piena notte. Dopo quattro parole questo rilascia i freni e ci suggerisce di seguirlo. Ci conduce dritti all’hotel che cercavo: Ebne Sina Hotel. Il tassista mi accompagna a piedi fin dentro l’hotel per assicurarsi che tutto vada a buon fine (avrà gradito la mancia) e poi si congeda con una stretta di mano. Io sono basso, ma lui è più basso di me.

La scarsa affluenza di turisti mi fa sentire più prezioso. In Iran l’ospite è storicamente sacro, ma lo è ancor di più perchè raro. Ma perchè l’ospite è sacro?

L’Hotel Ebne Sina si rivela un’ottima scelta. Con 30 dollari a notte ho una camera mia. Unica pecca che ho notato: lo scarico del gabinetto è intasato e si ottura frequentemente.

Il giorno dopo vengo contatatto da una ragazza locale che desidera farmi da guida turistica e da amica. Accetto la sua disponibilità e mi faccio guidare nella città di Esfahan, in questo fottuto Capolavoro.

 

Il tour standard, cosa prevede? (2 giorni)

Naqsh-e jahān

Isfahan ha tanto da mostrare e di solito è facile cominciare da quello che è il punto centrale: la piazza Naqsh-e jahān ossia “l’immagine del mondo”, una delle più grandi piazze del pianeta e patrimonio UNESCO (costruita nel 1598, misura 160 metri di larghezza per 560 metri di lunghezza). Toglie il fiato. L’enorme piscina al centro della piazza è teatro di giochi per i bambini. L’enorme prato, curatissimo e morbido, è un divano per la gente del posto e per le famiglie che si ritrovano per i pic-nic, il giorno e specialmente durante le sera d’estate e il Venerdì.

Al centro di ognuno dei quattro lati della piazza si trovano i quattro edifici fondamentali:

  • Lato sud: la moschea dello Shah
  • Lato ovest: il palazzo di Ali Qapu (qui ammirate la sala della musica dove con stucchi è stata creata una cassa di risonanza di unica bellezza)
  • Lato nord: ingresso dell’antico Bazaar
  • Lato est: la moschea Sheikh Lotfallah

Tutta la piazza e i 4 edifici si possono visitare durante una mattinata.

Il pranzo

Per il pranzo suggerisco questo ristorante che oltre ad essere bellissimo e decorato in grande stile offre piatti tipici di buona qualità: Shahrzad restaurant. Non dimenticate di assaggare un piatto tipico di nome biryani–beryā(n) che è una leccornia per chi apprezza la carne

Shahrzad restaurant isfahan
Shahrzad restaurant isfahan

Jameh Mosque (moschea del Venerdì)

La Jameh Mosque, patrimonio UNESCO ed espressione della dominazione selgiuchide che fece di Isfahan la propria capitale. Anche questa è suddivisa in quattro strutture visitabili e di grande bellezza. Qui conosco un anziano veterinario che decide di farmi da guida e successivamente mi porta a visitare una tipica manifattura di vasi dove una ventina di ragazze dipingono a mano gli artefatti.

Lasciatevi guidare dalla gente del posto desiderosa di farvi conoscere gli angoli nascosti della città

I minareti oscillanti

Caratteristica di questi strani minareti è che se uno di questi oscilla… automaticamente oscilla anche l’altro

Il grande bazaar

Il grande bazaar è un classico imperdibile molto vasto e ricco di botteghe, sale da tè, caffè, venditori di tappeti, oreficerie. Suggerisco di perdervi attraverso le sue innumerevoli strade anzichè seguire semplicemente il tunnel principale. Perchè suggerisco di perdervi? Perchè io l’ho fatto e sono sbucato in luoghi sempre nuovi e ricchi di fascino come questo:

Isfahan bazaar
Isfahan bazaar

Sio-o-se pol

Il famoso ponte dei 33 archi che oltre a fungere da diga e da ponte è esempio di una tecnologia idraulica che, per chi fosse interessato, vale la pena approfondire. Una volta mi sono sentito dire: “ma in Iran non hanno neppure l’acqua!”… e invece i persiani la sanno lunga a riguardo. Le difficili condizioni del deserto hanno imposto alla popolazione locale di cercare le soluzioni migliori e più utili per la diffusione dell’acqua (ricordate i sistemi di irragazione sumeri?). Inoltre noterete che in giro per la città ci sono moltissime piscine, piccole e grandi.

Si-o-se pol
Si-o-se pol

Ponte Khaju

Ancora un altro ponte che funge da diga e da sistema di irrigazione regolando il flusso dell’acqua

La torre dei piccioni

Cercate una delle tante torri dei piccioni sparse per la città. Sono veri e propri hotel per piccioni utili al fine di raccogliere le feci che vengono utilizzate come concime e sono sorgente di ricchezza.

“dal letame nascono i fior dai diamanti non nasce niente. F. De Andrè”

Il quartiere armeno

Prendetevi un pomeriggio per visitare il famoso quartiere armeno e recuperare le energie presso il tradizionale ristorante Hovhannes House, che ne vale la pena!

 

Un’altra tappa imperdibile del tuo viaggio in Iran è Yazd!


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