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Medio oriente, perchè l’ospite è sacro?

Chiunque in viaggio abbia avuto a che fare con arabi e musulmani più in generale sarebbe d’accordo nel riconoscere la qualità della loro ospitalità. Ma a cosa è dovuta questa tendenza? Io onestamente ho sempre rivolto questa domanda a molte delle persone che ho incontrato e molti di loro mi hanno risposto che è una questione religiosa, che la loro fede incita all’ospitalità e che l’ospite è “sacro”. Che per l’Islam l’ospite, il padrone di casa e Dio rappresentano un triangolo divino e completo. Però questa risposta non mi bastava. Prima ancora di essere una questione religiosa doveva esserci una storia, un motivo pratico a questa faccenda, così come lo è stato per il velo. Dunque ho continuato a scavare. Effettivamente sia nel Corano che in alcune parole del profeta Maometto (pace e benedizione su di lui) si possono trovare alcuni riferimenti al discorso dell’accoglienza:

Ti è giunta la storia degli ospiti onorati di Abramo? Quando entrarono da lui dicendo: “Pace”, egli rispose: “Pace, o sconosciuti”. Poi andò discretamente dai suoi e tornò con un vitello grasso, e l’offrì loro… [Disse]: “Non mangiate nulla?”. Corano, sura 51: versetti 24-27

Ancora si possono trovare in alcune tradizioni le seguenti esortazioni del profeta:

Chi crede in Dio e nell’Ultimo Giorno, onorerà il suo prossimo; a chiunque crede in Dio e nell’Ultimo Giorno, gli sia permesso di onorare il suo ospite come ha diritto.

Abu Hamid Muhammad ibn Muhammad al-Ghazali uno dei più importanti studiosi dell’Islam ci da testimonianza di come il profeta era solito trattare i suoi ospiti.

(Lui) usava onorare i suoi ospiti. Stendeva perfino la sua veste per far si che anche un ospite non imparentato potesse sedersi sopra

Altre e tante affermazioni di questo tipo si ritrovano sparse per libri e pagine internet. Ma io, onestamente, non ero ancora soddisfatto. Ho continuato a interrogare amici e conoscenti in cerca di una risposta più pratica e fondamentale e ho deciso di riassumere le due spiegazioni più interessanti e realistiche.

  1. In tempi remoti, prima ancora della nascita e diffusione dell’Islam, la ragione va cercata fra i beduini e i viandanti del deserto, specialmente quelli della penisola arabica. Nelle condizioni di allora la vita di un viandante era assoggettata a quella del padrone di casa che offriva riparo ed acqua per aiutarlo a proseguire il suo viaggio. In questa atmosfera, date le più difficili condizioni, l’ospitalità reciproca era condizione essenziale alla vita di una comunità in movimento. Dall’ospitalità dipendeva la vita di un uomo. Col passare degli anni questa abitudine si fece comune fra gli arabi e le popolazioni della zona medio orientale.
  2. La seconda ha a che fare col carattere misterioso che assume l’ospite sconosciuto. Egli veniva spesso paragonato a una presenza divina in transito e rappresentava un buon segno. Occorreva prendersi cura dell’ospite che era considerato appunto sacro e faceva orgoglio al padrone di casa. Inoltre, se un uomo accoglieva un altro uomo, ciò significava anche avere la possibilità di farlo. E ciò era buon segno.

Oltre a questo l’ospite era sempre occasione di conoscenza, di scambio (sia materiale che di pensiero), e quindi di miglioramento. Non dobbiamo dimenticare che il medio oriente è stato lo sfondo delle più grandi tratte commerciali e culturali del mondo. L’incontro era spesso occasione di arricchimento bilaterale.


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