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SEBASTIANO EDOARDO CASELLA


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Bellissima e curatissima terra

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Bellissima e curatissima terra
Posted Sun Jun 21 2026
Updated Fri Jun 26 2026

Anche quest'anno ho fatto il mio dovere nei confronti di me stesso, sono tornato in Puglia, paese dal quale vengo e dal quale continuerò a venire, per rinnovare una sorta di rispetto e di ritualistico amore per la terra e la famiglia.

Qui ammiro sempre le pietre calcaree circondate dall'erba verdissima, noto i muretti a secco e gli ulivi, come una luce, io stesso. E penso che pur con tutti gli acciacchi, e sempre bellissima e curatissima terra.

E quando sento dire, quasi come un lamento, che qui non cambia mai nulla, io invece amo ritornare: pieno di novità, ma con la consapevolezza che ogni trasformazione non ha portato che illusioni e falsi miti. Forse è meglio non mutare mai. Forse questa terra è abbastanza saggia da sapere che cambiare continuamente, in fondo, non è poi così necessario. Per questo riscopro anno dopo anno la stremante bellezza di una terra che ancora riconosce il proprio valore e ne conserva gli aspetti più salienti, perché nonostante il generale biasimo e la malafede di alcuni affari interni, il Salento e poi la Puglia restano un luogo rassicurante in questi tempi di caos e illusioni globali, dove siamo costretti a vivere tendenze costanti verso una crescita che pur di avanzare inventa ogni giorno solo buone scuse ad accessori e comportamenti inutili.


Forse lei cambia sempre e solo negli occhi di chi torna.


Durante questo viaggio ho sostato a lungo nei luoghi che preferisco e che includono Otranto, Gallipoli, Santa Cesarea Terme, Castro e Santa Maria di Leuca.

A Otranto ho passeggiato svariate volte intorno al castello Aragonese, ricalcato nuovamente il trekking che dalla cava di Bauxite porta al faro di Punta Palascìa con il mare su un fianco e le rocce sull'altro, corso nelle sue pinete, e girovagato di notte in contemplazione intorno al mitico monastero delle Clarisse, sulla collina degli 800 martiri decapitati dai Turchi nel 1480.

Mura del castello Aragonese di Otranto

Faro di punta Palascìa durante il trekking sulla costa

Bambini giocano con una barchetta - Otranto

A Santa Cesarea Terme io ci vado sempre da Nord, da Otranto, e data la conformazione della costa la vedo apparire e poi scomparire dietro le rocce per un lungo tratto, come un sogno che mi istiga ad illudermi più d'una volta, fino alla sua finale realizzazione, quando davanti a me appare chiarissima la Casa Smeraldo e il palazzo moresco, definendo uno dei rari momenti della vita in cui il sogno non cessa ma accompagna la vita sulla scia del corso Umberto I.

Allora proprio qui mi ritornano in mente le parole di Carmelo Bene

Ci sono cretini che hanno visto la Madonna e ci sono cretini che non hanno visto la Madonna. Io sono un cretino che la Madonna non l'ha vista mai - C.B.

il quale ha girato un film nel palazzo Sticchi di stile moresco.

Vestiti in vendita al mercato di Santa Maria Di Leuca

A Santa Maria di Leuca, la "Finibus Terrae", si resta sempre sbalorditi. Qui la strada finisce perché è il punto più a sud del Salento e non rimane che il riposo e quella sensazione di null'altro da fare che accompagna tutta la gente che vaga nei pressi del faro come chi si è appena svegliato. Perché a Santa Maria di Leuca si ha l'impressione di aver già fatto tutto nella vita, e che l'unica cosa rimasta da fare sia appoggiarsi al muretto per guardare il mare infinito, tutti insieme. Dietro c'è chi si attarda a comprare un souvenir ingiallito prima di unirsi a noi, giusto per ricordare la fine, e quando ci raggiunge ha subito l'impressione di aver attraversato la vita, e sente tutto ad un tratto l'intera saggezza dischiudersi giusto il tempo di un affaccio.

Santa Maria di Leuca - Finibus Terrae

Mentre scrivo è sera e mi arriva ai timpani la musica invadente del vicino, l'urlo del bambino che chiama un amico con un tono cresciuto in fretta, due scooter che attraversano la strada mentre i passeggeri si parlano a voce alta come se fossero seduti a un tavolo, e poi quando tutto sembra essersi placato ecco che è già mezzanotte e sparano i fuochi, e quando i fuochi finiscono un cane risponde con un abbaio, un solo abbaio, come a voler dire solo una cosa, e poi di nuovo silenzio e un fruscio di vento in attesa di altro chiasso che sta sicuramente per arrivare: è Gallipoli.

Un finestrino a Gallipoli