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Un'esistenza sparsa

1 min di lettura
personal Life
Posted Sun Nov 01 2026
Updated Mon Nov 02 2026

Ancora una delle poesie che scrissi in tempi in cui ero inzuppato di innoncenza, giovanissimo, mica rinsecchito come ora, uno studentello a cui bastava poco... che ancora non sapeva che quel poco costa un fottio di sacrificio.


sono passati decenni,

sprizzati via come la schiuma di uno

champagne,

avrei potuto maneggiarlo

questo cazzo di tempo,

e invece adesso mi ritrovo

gonfio di lacrime in attesa di uscire.

Non ho più il coraggio

di guardare la gente negli occhi,

quando lo faccio ogni pensiero,

ogni tristezza repressa, ogni ricordo

comincia a spingermi i bulbi degli occhi

per scappare via e sputarmi addosso

tutto il pianto che non gli ho mai permesso.

Di giorno vesto elegante,

un uomo comune che mette indosso malinconia,

mi rendo conto che fra i passanti sono l'unico

a fissarli quando loro non lo fanno,

per difendermi,

per prendermi il tempo di sembrare in agguato,

e poi rintanarmi nei miei passi quando

mi superano.

Gente che esce dai tabacchini,

dai bar, dalle mense,

tutte persone che sono passate

da un tavolo, da un cassiere, da un presente

che non esiste.

Mi rendo conto di come tutto sia passato,

e quel che mi resta non è che il risentimento,

la colpa di non aver fatto questo

al posto di quell'altro.

Mi sembra tutto finito, non c'è dubbio,

potrei spiegarti mille favole,

illustrarti la casa con una matita

e tentare di fartela vedere meglio di come

la vedresti entrandoci, disilluso.

Hai tanto da dire più di me?

io non credo, dal momento che ho

capito che le persone che mi

passano accanto non sono altro che i segmenti,

le briciole in cui la mia anima si è sparsa

su questa terra confusa.